Buona riuscita della conferenza stampa di questa mattina indetta dall’ “Assemblea in difesa della biblioteca Quarantotti Gambini”. Sta continuando anche la raccolta firme. Come Germinal
continuiamo a sostenere la lotta dell’Assemblea.
Per la Quarantotti Gambini…non si molla!
Un piccolo gesto per Dimitris Koufontinas
Quest’oggi alcun* compagn* hanno posto sul portone del palazzo dove ha sede il consolato greco a Trieste alcuni volantini a sostegno dello sciopero della fame di Dimitris Koufontinas, prigioniero politico in sciopero della fame dall’8 gennaio per chiedere condizioni di detenzione più umane.
I volantini in lingua greca sono stati realizzati dall’APO, federazione anarchica aderente all’IFA, che, assieme a tutte le componenti del movimento anarchico greco, sta portando avanti una grande campagna di solidarietà a sostegno delle richieste di Dimitris.
Solidarietà a Linea d’Ombra. Senza stati né confini non ci sono clandestini!
Le persone migranti sono perseguitate dalle polizie di Bosnia, Croazia, Slovenia e Italia, lungo la rotta balcanico-europea, solo canale disponibile per chi cerca un’esistenza migliore o di sopravvivere alle guerre nei paesi d’origine, spesso portate dagli Stati occidentali campioni di democrazia per assicurarsi il controllo geopolitico delle aree di interesse. Chi li aiuta materialmente e moralmente viene oggi incriminato con accuse pesantissime, atte chiaramente a colpire le pratiche solidali e a infangarne il valore politico.
A Trieste le solerti “forze dell’ordine”, dopo aver protetto la manifestazione fascista e razzista del 24 ottobre scorso in piazza Libertà, si dedicano ora a perseguire l’Associazione Linea d’Ombra che, assieme alle giovani mediche e infermiere di Strada Si.cura, praticano solidarietà concreta alle persone allo stremo che si trovano a passare nella nostra città per poi proseguire il viaggio.
In sostanza l’accusa è di “Reato di solidarietà”.
Questa attività concreta al di fuori delle istituzioni è soggetta da tempo a intimidazioni e minacce da parte delle istituzioni e dei vari gruppi di destra.
Ma le attiviste di quella piazza non sono sole!
Attorno a loro una vasta rete di supporto, in città ma non solo, si è mossa per fare la propria parte e ne sostiene attivamente gli sforzi.
Anche noi siamo al fianco di Gianandrea e Lorena, di Linea d’Ombra e Strada Si.Cura e faremo la nostra parte nel respingere questo attacco repressivo
Senza stati né confini non ci sono clandestini!
Gruppo Anarchico Germinal
La strage di operai del 1902, noi non dimentichiamo!
Come ogni anno un gruppo di compagni e compagne dell’USI-CIT e del Gruppo Anarchico Germinal ha posto una corona sul momento sito nel cimitero di S.Anna che ricorda i lavoratori uccisi in piazza della Borsa a Trieste durante lo sciopero generale del 1902.
Qui un articolo di Umanità Nova che ricostruisce quegli avvenimenti. Affinchè la memoria delle lotte di ieri alimenti quelle di oggi.
Foto e report del presidio solidale con Rog e Metelkova
Quasi un centinaio di persone -fra cui delegazioni di compagni e compagne da altre città della regione- ha partecipato al presidio di quest’oggi sotto il consolato sloveno in solidarietà a Rog e Metelkova. Particolarmente importante è stato il collegamento telefonico con una compagna slovena dell’A Infoshop che ha sede al Metelkova. Sono stati anche raccolti duecento euro per sostenere il pagamento delle multe arrivate a vari compagni e compagne di Lubiana. Finita l’iniziativa sotto il consolato ci è spostati al presidio contro l’omofobia sotto il comune organizzato dall’Arcigay esponendo lo striscione e volalantinando. Solidarietà senza confini!
di seguito altre foto
Solidarietà agli spazi sociali a Lubiana! ROKE STRAN Z METELKOVE!
Da alcune settimane il governo sloveno sta portando avanti un attacco senza precedenti agli spazi occupati e autogestiti della capitale.Dopo il violento sgombero e l’inizio della demolizione della Fabbrica Autonoma Rog avvenuti il 19 gennaio, dopo l’attacco con spray urticanti al corteo di solidarietà il 22 gennaio con l’aggiunta di varie multe è ora la volta del Metelkova.
Il 9 febbraio più di 40 agenti dell’antisommossa, con l’accompagnamento di poliziotti in uniforme, sono entrati nel piazzale del Metelkova e hanno provato a entrare in alcuni dei locali terrorizzando i passanti. Il motivo di questo intervento non è stato dato, hanno parlato solo di “usuale controllo” dei locali di ristorazione.
Questa grave provocazione segue di pochi giorni quella effettuata nel medesimo luogo da un gruppo neofascista che – approfittando di un momento in cui non vi era nessuno – ha esposto uno striscione chiedendo la demolizione del Metelkova.
Da quindici anni il Rog e da trenta il Metelkova sono spazi sociali, culturali e politici attraversati da migliaia di persone delle più diverse età e interessi, non solo di Lubiana, ma da tutto il mondo. Laboratori artistici e teatrali, concerti, skatepark, accoglienza e solidarietà ai migranti, assemblee, mostre, feste, cucine popolari sono solo alcune delle tante attività portate avanti.
I due spazi vengono attaccati dal governo per un duplice motivo.
Da una parte sono un ostacolo al processo di gentrificazione del centro cittadino, che mira a fare di Lubiana l’ennesima città vetrina per i turisti allontanando i residenti verso le periferie, dall’altro sono stati il centro delle assemblee del vasto movimento popolare che dalla scorsa primavera è sceso in piazza per chiedere del dimissioni del governo di destra di Janša.
Come tanti altri e tante altre a Trieste abbiamo attraversato il Rog e il Metelkova moltissime volte. Abbiamo manifestato, ballato, suonato, discusso, intrecciato rapporti solidali. Anche per questo vogliamo dimostrare pubblicamente la nostra solidarietà e vicinanza alle compagne e ai compagni di Lubiana.
Chiediamo a tutt* di essere presenti e portare un cartello e/o striscione nella lingua che preferite.
La scuola nella pandemia
Questo il nuovo volantone informativo realizzato dalla Cdc-FAI e dalla redazione di Umanità nova. Potete leggerlo e scaricarlo qui.
Solidarietà internazionalista contro la stretta autoritaria globale!
La pandemia globale e le sue conseguenze gravano sulla classe lavoratrice. È quella sfruttata e oppressa la parte della popolazione mondiale più colpita dalla pandemia e allo stesso tempo quella più impegnata nel proteggere la salute di tutti. Il sistema statale e capitalista sta ora mostrando più chiaramente le proprie falle e contraddizioni. L’accelerazione dei processi autoritari in atto a livello globale punta a difendere il potere, il privilegio e il profitto delle classi dominanti.
In varie regioni del mondo osserviamo il drastico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro di centinaia di milioni di persone. L’accaparramento di risorse naturali continua, e beni essenziali come terra e acqua sono sempre più concentrati nelle mani di grandi proprietari. Poche grandi compagnie di diversi settori come e-commerce, tecnologia, media, industria farmaceutica, grande distribuzione e industria dell’auto hanno prosperato durante la pandemia, guadagnando centinaia di miliardi di dollari.
In molti paesi del mondo cresce la spesa bellica, le tensioni militari tra gli stati aumentano, accompagnate dalla propaganda razzista, nazionalista, fascista. Molti governi stanno rafforzando il proprio apparato di sicurezza sia esercitando maggiore controllo e repressione sulla popolazione sia estendendo i poteri dei corpi di polizia. Intanto la popolazione segregata, nella striscia di Gaza come nei ghetti delle metropoli, a Lesvos e nei campi di detenzione per migranti come nelle carceri di tutto il mondo, vive questa crisi in condizioni di totale deprivazione.
Da Nonunadimeno Trieste
Oggi 7 febbraio, alle 15, in occasione della cosiddetta Giornata della vita, indetta dalla Cei dal 1979, tra le altre cose, è stata organizzata una preghiera cattolica al cimitero di sant’Anna a Trieste, presso il Campo 40, dove sono sepolti bambini nati morti, abortiti e deceduti. Non sappiamo, per ora, se nel Campo 40 siano stati interrati anche feti contro la volontà delle donne che li hanno abortiti, come avviene altrove in Italia.
Questo ennesimo episodio si inserisce nella crociata antiabortista che in queste ultime settimane sta appestando la nostra città e altre città in Italia, con campagne pubblicitarie terroristiche a tappeto che veicolano informazioni false sull’interruzione volontaria di gravidanza.
Abbiamo scelto di non contestare direttamente, in presenza, questa preghiera antiabortista perché, anche se pensiamo che ogni spazio è politico, vogliamo tutelare il più possibile lo spazio del lutto per chiunque fosse in quel cimitero in quel momento per ragioni personali. Sappiamo bene che sono gli antiabortisti quelli che non tutelano quello spazio e anzi lo rendono pericoloso per tutte le donne e le libere soggettività; non smetteremo di lottare per la nostra libertà e contro la loro oppressione.
Pubblichiamo di seguito la lettera di una nostra compagna.



