350 kg di Medicinali raccolti ed inviati in Rojava

A fine giugno abbiamo partecipato ad una staffetta sanitaria per portare dei medicinali, raccolti con diverse modalità, in Rojava. Ora finalmente le medicine sono arrivate a destinazione…Questo il comunicato della staffetta sanitaria.

350 kg di Medicinali raccolti ed inviati in Rojava (Siria del nord): un risultato importante nel percorso di sostegno alle strutture sanitarie del RojavaAbbiamo atteso fino ad avere la certezza che le medicine fossero arrivate nelle mani di Mezzaluna Rossa Curda del Rojava (Heyva Sor a Kurd) ed ora, finalmente, possiamo comunicare che 350 chili di medicine, per la gran parte antibiotici e presidi medici, sono arrivati a destinazione per essere utilizzati negli ambulatori, nei campi profughi e ovunque Mezzaluna Rossa Curda del Rojava riterrà opportuno.

E’ un risultato importante della Rete di solidarietà di sostegno al Rojava che ha consentito di raccogliere ed inviare un quantitativo ingente di medicine del valore di circa 80mila € e la quasi completa costruzione dell’Ospedale di Tell-Temr.

Possiamo non ringraziare tutte le persone che dalla Calabria a Trieste hanno permesso di arrivare a questo importante risultato? Dall’Associazione Cooperation and Solidarity International al Gruppo Anarchico Germinal di Trieste, dall’Ambulatorio sociale Fathi di Torino, alla rete Parma per il Rojava, dalle strutture toscane (Una città in Comune Firenze, Rete sociale Fòrimercato, Cpa Firenze sud, Confederazione Unitaria di Base Firenze), a quelle romane (Corto circuito, Ex-Snia, Palestra Baccelli e GAP XV Municipio, FP-CGIL Regione Lazio, Centro raccolta farmaci Caritas, Marcello- Associazione Italia Nicaragua), fino al Centro sociale Cartella (Reggio Calabria) e Calabria per il Rojava (Cosenza). Molti altri e altre hanno agito a livello personale (medicine ci sono arrivate anche dalla Germania), inviando i farmaci a “Il Centro Ararat” di Roma e/o con sottoscrizioni a Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia Onlus e alla stessa Staffetta per coprire i costi della spedizione.

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Aperture estive del Germinal

Ciao a tutt*, durante tutta l’estate la sede del Germinal di via del Bosco 52/a sarà comunque aperta ogni giovedì dalle 18 alle 20 (esclusi solo il 10 e il 17 agosto).
Come sempre potete passare per dare un occhio ai libri e riviste e trovate il caffè zapatista, i prodotti di Urupia e i saponi della fabbrica Vio.me greca (e si sta belli freschi).

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Assemblea di Nonunadimeno-Trieste

LUNEDI’ 10 LUGLIO a partire dalle 20.30 presso la Casa delle Culture, in via Orlandini 38, si terrà la prossima assemblea plenaria di NON UNA DI MENO Trieste

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Piazza del dono e dello scambio

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Contro l’Isis, per la rivoluzione sociale

Incontro con un compagno tornato da poco dal Rojava (Kurdistan siriano) che ci racconterà la sua esperienza all’interno del battaglione antifascista internazionale che combatte contro lo Stato Islamico (ISIS) assieme alle milizie di autodifesa popolare Ypg (miste) e Ypj (femminili).
Sarà un momento per confrontarsi non solo sulla situazione della guerra in Siria, ma anche per saperne di più sul processo di trasformazione sociale in atto in quei territori. Gli abitanti del Rojava, kurdi e non solo, cercano di realizzare una vera e propria rivoluzione sociale basata sulla libertà, il femminismo e l’ecologia. E che rifiuta apertamente lo Stato-nazione.
E’ una rivoluzione che fa paura a molti oppressori, in Medio oriente e in tutto il mondo.
E’ una rivoluzione che aiuta anche noi nella lotta per la libertà e l’eguaglianza, per la solidarietà e per l’autonomia.

Gruppo Anarchico Germinal

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La zona autonoma U.P. INDE esiste!


Dopo il passaggio di proprietà avvenuto il giorno 6 giugno, il nuovo proprietario Valter Krmac non ha perso tempo. Gli operai hanno già cominciato i lavori che rendono difficoltosa l’entrata all’U.P.INDE.

 Valter Krmac il nuovo proprietario del complesso INDE, direttore della ditta KMK Box è anche presidente del partito politico Oljka – partito dell’Istria Slovena, partito che nel suo programma annovera questo pensiero: “Oljka punta al rinnovamento della politica, fino ad arrivare al punto in cui i cittadini non saranno più trascurati ne limitati dai politici e dalla loro elite eletta proprio con i nostri voti.” Lo stesso signore adesso dichiara che l’UPInde “non esiste” e che “sono solo un po’ di persone che si sono prese il diritto di andare in giro per l’impianto”

Cos’altro sta facendo la Piattaforma Creativa INDE se non cambiare attivamente ciò che la circonda? E cosa sta facendo Krmac se non mettersi davanti ai cittadini con la sua ignoranza e arroganza?

Al momento della compravendita dell’impianto sapeva perfettamente che un nutrito numero di persone lo stava utilizzando non per scopi personali, ma per il bene del circondario, quindi è INACCETTABILE che si comporti come se UPI non esistesse! Ricordiamo gli oltre 450 eventi culturali, sociali, formativi, musicali e sportivi nell’arco di due anni.

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Spezzone Cuir/Queer all’Fvg Pride

QUI IL REPORT E FOTO

Diffondiamo l’appello, vari di noi parteciperanno allo spezzone.

SABATO 10 GIUGNO H.15 a UDINE davanti alla stazione dei treni

Siamo il collettivo dell’Assemblea Degenere di Udine, nato nel 2015 dall’incontro di varie individualità di area libertaria che avevano l’esigenza di mettere in discussione il proprio privato affinché diventasse politico, confrontandoci su come decostruire i generi obbligatori, praticare eticamente una sessualità che non fosse (etero)normata e tessere forme di relazione radicalmente altre rispetto a quelle imposte e riconosciute come uniche legittime dalla cultura dominante.

Quest’anno a Udine si terrà per la prima volta il Pride e noi pensiamo sia importante parteciparvi, ma attraversandolo e riempendolo con nostri contenuti che vediamo pericolosamente assenti dal dibattito.
Il tentativo retorico e politico di ricondurre le nostre favolose ed eccentriche vite al piano di una presunta e teorica “normalità” non ci appartiene e non intendiamo prestarvi parte: non ci interessa negoziare e svendere le nostre libere esistenze in cambio di un assai misero riconoscimento che pensa e pretende di normalizzarci. Per questo motivo non ci proiettiamo né ci lasceremo proiettare nell’immagine della coppia obbligatoria, magari contrattualizzata davanti allo stato, o nell’immagine di una famiglia tradizionale (e perché no, anche un po’ bianca e patriottica), ma anzi rivendichiamo modelli di relazione e affettività che sono altri, pienamente antisessisti e antiautoritari. Non aspiriamo ad un’assimilazione innocua che si fonda su termini quali la “rispettabilità”, strategia che ci risulta abbia invece adottato questo FVG Pride, ad esempio, con la decisione dell’organizzazione di modificare il percorso della parata per non passare davanti al Duomo. Quest’ultima scelta, secondo noi, va a legittimare le richieste omofobe di chi si sente insultato dalla semplice presenza di persone queer (“cuîr” par furlan) nella pubblica via e svilisce il senso stesso del Pride.

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Solidarietà a Sasha

Facciamo nostro e diffondiamo il comunicato di solidarietà dell’Unione Sindacale Italiana di Trieste (Usi-Ait) a Sasha, operaio dell’Wartsila vittima di un grave sopruso padronale dovuto alla sua attività sindacale.

SOLIDARIETA’ A SASHA COLAUTTI

A nome di tutti i lavoratori dell’Unione Sindacale Italiana della nostra Regione esprimo la nostra massima solidarietà a Sasha Colautti per l’ignobile azione di repressione antisindacale messa in opera dalla Direzione della Wartsila nei suoi confronti, ad evidente monito per chi non si rassegna ad accettare un sistema di relazioni sindacali che considera i lavoratori delle pedine tranquillamente sacrificabili sull’altare del “profitto ad ogni costo”.
Il trasferimento punitivo, puntualmente notificato contestualmente al rientro in produzione di Sasha dopo un suo periodo di distacco sindacale, appare preordinato e pianificato da tempo, e riteniamo che alla sua origine non sia estraneo, se non una comune concordanza operativa, perlomeno un preventivo “placet” da parte di qualche “gloriosa storica organizzazione della classe operaia”.
L’azione repressiva appare ancora più odiosa se si pensa che si è materializzata poche ore dopo la morte sul lavoro di un operaio, fatto che aveva visto scendere in immediato sciopero spontaneo grossa parte dei lavoratori della Wartsila, con la solidarietà anche di lavoratori di altre fabbriche. Un minimo di sensibilità aziendale avrebbe perlomeno consigliato di sospendere il trasferimento punitivo, ma evidentemente la “normalizzazione sindacale” all’interno dello stabilimento viene considerata preminente rispetto all’adozione di più severi controlli della sicurezza sul posto di lavoro, anche se questa riguarda lavoratori di altre Ditte operanti in appalto.
A Sasha, ai lavoratori della Wartsila e agli aderenti all’U.S.B. di Trieste va tutta la nostra solidarietà e l’impegno a partecipare, fianco a fianco, alle future iniziative che verranno intraprese a difesa di Sasha e del diritto di libera organizzazione sindacale.

“Un torto fatto ad uno è un torto fatto a tutti”

per La Segreteria Regionale U.S.I.-A.I.T.
Mario Verzegnassi

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Manifestazione a Udine il 2 giugno

Ci saremo anche noi! Chi vuol venire e gli serve un passaggio ci scriva.

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Siamo stati Noi, Siamo stati Tutt* // presidio

Siamo complici del Collettivo UP!

Il Rettore dell’Università di Trieste, Maurizio Fermeglia, si è di recente distinto per l’avvio di un procedimento disciplinare nei confronti di tre militanti del Collettivo Up, per una serie di iniziative promosse negli ultimi anni all’Università. Rivendichiamo pubblicamente e con forza la nostra solidarietà e complicità nei confronti de* militanti del Collettivo e rigettiamo completamente il tentativo di personalizzare e ridurre a mera questione di “ordine pubblico” quelle che sono istanze politiche e di resistenza. Non solo tant* di noi hanno partecipato a molte di quelle iniziative, ma le abbiamo anche sostenute in maniera attiva. Abbiamo spostato panche e tavoli, montato impianti e messo musica, parlato durante le assemblee, mangiato e dato da mangiare, affisso striscioni…E lo abbiamo fatto come singol* e collettivamente, assieme a molte altre persone e ad altre realtà politiche, sia universitarie che non, che condividono la voglia del Collettivo Up di rompere il clima di passività e rassegnazione che regna all’Università, proponendo iniziative pubbliche di discussione su temi importanti – razzismo, femminismo e solidarietà ai popoli oppressi fra i tanti- e momenti di socialità non subordinata alle logiche di mercato.
Eravamo al loro fianco e lo saremo ancora, perché pensiamo che le Università, e non solo, debbano essere luoghi pubblici e aperti in cui la creatività di chi le vive tutti i giorni possa esprimersi liberamente e non essere ostacolata e repressa.


Gruppo Anarchico Germinal

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