Il Germinal riapre!

Da giovedì 21 maggio riprendono le aperture del giovedì dalle 18 alle 20 della nostra sede di via del bosco 52/a
 
Ovviamente pensiamo che la tutela della salute collettiva sia fondamentale per cui vi invitiamo a venire individualmente e non in gruppo e in ogni caso faremo entrare nello spazio solo una persona per volta, dotandoci ovviamente dei dispositivi sanitari.
 
Se volete qualcosa ma non riuscite a passare durante l’apertura potete scriverci una mail a 
e insieme concorderemo tempi, luoghi e  modalità di incontro. 
 
Sono disponibili:

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Appello: i GAS al tempo del coronavirus

Seppur pensato in una fase di maggiori restrizioni, questo appello rimane attuale. Vi invitiamo a diffondere e condividere

Alcuni Numeri
Un’analisi Coldiretti/Censis dice che nel 2014 l’Italia è arrivata a contare 2000 Gruppi di Acquisto Solidale.
Sempre secondo lo stesso rapporto, gli italiani che fanno la spesa in questo modo sono ormai quasi più di 2,7 milioni.

Secondo un sondaggio SWG nel 2018 i cittadini che hanno acquistato prodotti in questo modo sono saliti a circa 5 milioni, pari al 10,6% della popolazione maggiorenne.

Nel 2014 secondo la RIES (Rete Italiana Economia Solidale), nata proprio dai GAS che si sono diffusi in Italia nel corso degli Anni 90, la spesa familiare media all’interno di un Gruppo d’acquisto è pari a 2 mila euro l’anno. E il fatturato totale dei Gas supera i 90 milioni di euro.
Possiamo solo presumere che con l’aumento dei numeri anche questo importo sia aumentato.

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Campagna di solidarietà: da ciascuna secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo i propri bisogni

Quello che viviamo in questi tempi è indubbiamente per moltissime di noi un periodo difficilissimo per non dire di peggio. C’è grossa crisi e la situazione non è certo destinata a migliorare a breve. Tutti, chi più chi meno, ci stiamo confrontando con l’isolamento fisico e affettivo e la paura e la rabbia per un presente pessimo e un futuro incerto (non che queste siano grandi novità, ma in questo contesto tutto si esaspera).

E c’è grossa crisi pure economica, lo vediamo, lo sentiamo, lo sappiamo bene.

Noi del gruppo, più o meno, siamo mediamente relativamente fortunate e per il momento galleggiamo tutti, ma sappiamo che per tante non è così e l’emergenza è ora. Per cui abbiamo pensato di chiederlo direttamente e semplicemente: voi come state? Riuscite a tirare avanti?

Anche se nei nostri giri parliamo spesso di solidarietà e mutuo appoggio, la realtà concreta è che spesso fatichiamo a metterli in campo fuori dalle nostre cerchie affettive. E spesso fatichiamo anche a chiedere aiuto, perché ci pesa, sembra brutto, umiliante. C’è molto di brutto nel bisogno, ma di certo niente di umiliante. Per cui se avete bisogno parliamoci. Noi non siamo certo in condizione di risolvere tutti i problemi, magari, ma vorremmo provare a mettere in piedi una rete di aiuto materiale, a partire dall’idea della “spesa sospesa” e magari altro, che le nostre fantasie e possibilità materiali riusciranno a mettere in campo, secondo una logica semplice: chi ha bisogno chiede, chi può dà cercando assieme una soluzione. Per cui la facciamo breve: se siete in difficoltà (o lo è qualcuno che conoscete) scriveteci e cercheremo di attivarci più rapidamente possibile, senza pretese di fare miracoli, ma in tutti i modi che saranno possibili.

Da ciascuna secondo le proprie possibilità, a ciascuno secondo i propri bisogni.

In solidarietà

i compagni e le compagne del Germinal

gruppoanarchicogerminal@hotmail.com

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È uscito il “Germinal” n. 129 (con l’inserto storico “Il Germe”)

Anche quest’anno, malgrado la pandemia e le limitazioni imposte dallo Stato, Il Primo Maggio esce il “Germinal”, giornale anarchico e libertario di Trieste, Friuli, Isontino, Veneto, Slovenia e…

Tra “Germinal” e “Germe” si offrono 42 pagine di scritti e immagini per la libertà e l’autogestione, per la solidarietà e l’autonomia. Un soffio di aria pura nel clima ammorbato da attacchi alla salute e da inquinamento da manipolazione autoritaria.

In queste pagine, troverete articoli sul nuovo controllo sociale con il pretesto dell’emergenza per il corona virus mentre è il problema principale è il sistema sanitario, brutalmente tagliato negli ultimi anni; la situazione repressiva tra carceri e CPR in Friuli; gli effetti deleteri dei confini statali che dividono l’umanità e rendono sempre più dura l’emigrazione; la solidarietà militante alla lotta libertaria dei curdi.

Una parte notevole dei testi tratta dei movimenti regionali: la nuova e bella sede di Pordenone; le esperienze in corso tra ecologia sociale e nuove comunità; l’impegno verso un lavoro di quartiere a Trieste (a San Giacomo, rione popolare); le proposte dei Gruppi d’Acquisto Solidale nella città giuliana e altre iniziative antirazziste ed ecologiste a Monfalcone.

Ancora: il Cile in lotta; riflessioni sull’antispecismo e appello per il Centenario di “Umanità Nova”, l’unico settimanale anarchico su carta nel mondo. Sono pure ricordati due compagni da poco scomparsi: Ido Petris di Prato Carnico e Roberto Ambrosoli di Torino

In queste pagine si saluta con soddisfazione l’edizione slovena delle memorie di Umberto Tommasini e si affrontano le lotte storiche degli sfruttati nell’inserto “Il Germe”. Qui leggerete del ruolo non secondario degli sloveni nell’anarchismo triestino nonché due episodi cittadini che caratterizzano il 1920: la rivolta proletaria e antifascista di San Giacomo e l’incendio fascista del Narodni Dom, sede delle organizzazioni slovene. Inoltre si dà conto di un quasi sconosciuto tentativo rivoluzionario del 1919 a Varazdin, in Croazia; della storia del canto dell’Internazionale nonché del progetto, già in corso, di un Anarcovideo a Trieste.

Mezzo secolo fa veniva ucciso, nella Questura di Milano, Pino Pinelli e qui si riprende una significativa conferenza di Paolo Pasi che ha presentato un suo libro uscito da poco.

Data la dimensione di questo numero, abbiamo dovuto portare il prezzo a 3 euro. Per averne una copia scrivici a: gruppoanarchicogerminal@hotmail.com

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Fermati e multati il 1° maggio

In una giornata che ha visto vari atti di repressione poliziesca in giro per la città, tra cui quelli a San Giacomo, segnaliamo il grave e immotivato episodio avvenuto ieri mattina in piazza della Borsa.

Polizia e Digos hanno fermato, trattenuto per oltre un’ora e infine multato cinque compagni e compagne del nostro gruppo. Sono accusati di aver promosso un sit-in in violazione dei decreti anti-coronavirus.

Che cosa stavano facendo? 

Durante una passeggiata due compagni (tenendo le distanze di sicurezza e con tutti i dispositivi sanitari richiesti) volevano brevemente omaggiare  i lavoratori uccisi durante il primo sciopero generale di Trieste del 1902 con l’apposizione di un cartello, l’intenzione di fotografarlo e andarsene senza coinvolgere altre persone. Altre/i si sono fermate/i momentaneamente per apporre dei fiori e, a distanza di alcuni metri, fotografare a loro volta. 

Nessun assembramento, nessun volantinaggio, nessuna intenzione di permanere a fare un sit-in. 

L’assembramento è stato invece creato proprio dall’intervento della polizia che di fatto ha resa statica e prolungata la situazione, fermandoli/le in piazza con diverse automobili e una decina di agenti.

Questa vicenda non ci ha ovviamente intimidito e anche quest’anno siamo stati presenti in questa storica giornata di lotta con una serie di attività sparse in giro per la città. Altri compagni e compagne hanno diffuso il nuovo numero di “Germinal”, apposto cartelli e striscioni, passeggiato con addosso scritte di denuncia contro le spese militari e affinché la crisi economica in corso venga pagata dai ricchi e non dai ceti popolari. E altro ancora.

Ribadiamo che tutte le iniziative sono state effettuate in sicurezza per noi e per il resto delle persone che transitavano in quanto riteniamo la salute e il benessere di TUTTE e TUTTI un bene essenziale a differenza delle istituzioni.

Allo stesso tempo dichiariamo di non essere disposte/i a farci silenziare: continueremo a lottare anche per difendere la libertà di espressione che ognuna/o ha e deve continuare ad avere oggi ed in futuro e per migliorare le condizioni di vita e di lavoro per tutte e tutti, denunciando le iniquità di questo sistema.

Gruppo Anarchico Germinal

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Il nostro 1° maggio

Alcune immagini del nostro 1° maggio anarchico a Trieste. Compagne e compagni hanno attraversato strade e piazze in vari punti della città con cartelli e striscioni. Sono stati messi dei fiori e dei cartelli in alcuni punti particolari della storia proletaria di Trieste: dalla targa in p.unità che ricorda la promulgazione delle leggi razziali fasciste alla targa in piazza borsa che ricorda i lavoratori uccisi durante lo sciopero generale del 1902. Da p.puecher (dove negli anni cinquanta si tenevano i comizi anarchici per il primo maggio) a campo san giacomo. Decine e decine le copie del nuovo Germinal diffuse nelle strade. La sede del Germinal è rimasta presidiata (ovviamente con tutte le precauzione sanitarie del caso) tutta la mattina per la diffusione di libri e stampa anarchica. In p.della Borsa polizia e digos hanno fermato, trattenuto per oltre un’ora e infine multato cinque compagni e compagne del nostro gruppo. Tutte le iniziative sono state effettuate in sicurezza per noi e per il resto delle persone in quanto riteniamo la salute pubblica un bene essenziale. Allo stesso tempo non siamo disposti/e a farci tappare la bocca. Tanto meno il primo maggio.

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1° maggio in giro per la città

Diffondiamo e condividiamo l’appello della “Rete triestina per il 1°maggio 2020”. Facciamo in modo che sia un primo maggio diffuso, variegato, fantasioso e ribelle.

1° MAGGIO

Venerdì sarà il 1° maggio: invitiamo tutte e tutti a scendere in strada per la propria passeggiata, dalle ore 11, con un cartello o un altro messaggio visibile: vogliamo riprenderci lo spazio fisico, riconoscerci seppur distanziati e rompere l’isolamento del virtuale.

L’emergenza e la crisi che stiamo attraversando hanno reso ancora più evidenti le profonde ingiustizie di una società in cui il 5% più ricco della popolazione possiede quanto il 90% più povero (in pratica, hanno più soldi di tutti noi messi assieme). I soldi ci sono.

LA NOSTRA SALUTE VIENE PRIMA DEI LORO PROFITTI: esigiamo sicurezza sul lavoro e reali tutele sanitarie.

BASTA CON LE PRIVATIZZAZIONI: pretendiamo servizi sociali e sanitari territoriali gratuiti e per tutt*.

NON SIAMO TUTT* SULLA STESSA BARCA, CHE LA CRISI LA PAGHINO I RICCHI: vogliamo salari dignitosi e un reddito di quarantena per chi è a casa, si trovino i soldi tassando i grandi patrimoni.

RISPETTIAMO I DIRITTI DI BAMBIN* E RAGAZZ*: per un reale diritto all’istruzione vogliamo investimenti e soluzioni, non scaricabarile sulle famiglie e sulle donne

BASTA CON L’ARBITRIO DELLE FORZE DELL’ORDINE: no alla colpevolizzazione dei comportamenti individuali e dei movimenti sociali e solidali

Invitiamo chi vuole e può a passare a lasciare una testimonianza in Campo San Giacomo, luogo storico di partenza del corteo del Primo Maggio.

Rete triestina per il 1°maggio 2020

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25 aprile

Anche compagne e compagni del Germinal hanno contribuito alle iniziative diffuse che si sono svolte oggi in città. Qui foto da San Giacomo, via Ghega, via Filzi e Muggia. Altre foto sulla pagina Fbook di Trieste Antifascista. Qui invece altri report della giornata in giro per lo stivale.

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#nonrestiamoinsilenzio

La sede di via del Bosco è chiusa ma l’attività del Germinal non si ferma! #nonrestiamoinsilenzio

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Cpr di Gradisca, a tre mesi dalla morte di Vakhtang

Sono passati tre mesi dall’omicidio di Vakhtang all’interno del CPR, e sulla sua fine è calato il silenzio.

La procura di Gorizia ha aperto un’indagine per omicidio, i termini per il deposito dell’esito dell’autopsia sono scaduti da settimane. Eppure, nulla si sa sul risultato degli accertamenti e nel frattempo il corpo è stato rimpatriato.

Come abbiamo già detto, a pochi giorni dalla morte, la maggior parte dei detenuti testimoni del pestaggio mortale furono deportati nei loro Paesi d’origine e con una violenta operazione, definita “bonifica”, i telefoni dei reclusi furono sequestrati impedendo i contatti con l’esterno per molti giorni.

In seguito e con fretta, sono state rese pubbliche delle dichiarazioni rilasciate dai medici legali il giorno stesso dell’autopsia, che imputavano la morte a un edema polmonare, escludendo implicitamente il decesso a seguito del pestaggio. I risultati dell’autopsia, invece, non sono mai stati resi noti.

Evidente è il tentativo di “mettere sotto il tappeto” quanto avvenuto e far dimenticare Vakhtang e la morte in seguito a un pestaggio. Altrettanto chiara è l’operazione politica condotta per cercare di mettere a tacere chi lotta per lo smantellamento di questo lager.

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Qui un altro comunicato sulla Cooperativa EDECO

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