In una bella mattina di sole la CP costruzioni avrebbe dovuto iniziare per la seconda volta la demolizione dell’edificio dell’ex osteria Pavan in via Frausin.La lotta per l’ex Pavan continuerà nonostante la demolizione
In una bella mattina di sole la CP costruzioni avrebbe dovuto iniziare per la seconda volta la demolizione dell’edificio dell’ex osteria Pavan in via Frausin.Pasqua queer con Smarza Pride
Domenica 31 marzo, in occasione del Transgender Day of Visibility, abbiamo pensato di trovarci per passare assieme una Pasqueer, uno spazio aperto a tuttə coloro che vogliano passare questa giornata con una famiglia scelta e ricca di queer joy!!
ci troviamo dalle 20 al Germinal, in via del Bosco 52/A, se puoi e ti va porta qualcosa da mangiare da condividere!
CRONACA DELLA GIORNATA IN VIA FRAUSIN CONTRO LA DEMOLIZIONE DELL’EX PAVAN
Rilanciamo dalla pagina fbook di Campo Libero.
La giornata di oggi (giovedì 28 marzo ndr) è stata una nuova tappa della mobilitazione iniziata ormai un anno e mezzo fa in difesa dell’area dell’ex Pavan portata avanti dal Comitato Insieme per San Giacomo e dalla nostra rete, con il sostegno di tante persone e soggetti diversi.
Gli operai della CP costruzioni (con la digos di contorno) erano già presenti prima delle 8 di mattina per iniziare prima possibile i lavori di demolizione. Subito uno degli esponenti del comitato ha fatto presente al capocantiere l’invio della diffida a demolire inviata ieri al Comune e alla ditta stessa, cosa che lo ha lasciato interdetto e un po’perplesso sul da farsi. Del resto appena arrivati gli operai si erano ritrovati il cancello di entrata dell’ex Pavan chiuso con una catena e con affisso un cartello con scritto “CANTIERE ABUSIVO”, un altro gesto di resistenza e denuncia attuato da anonimi ma volenterosi cittadini che fa il paio con quelli degli scorsi giorni.
Dalle 8.30 residenti, aderenti ai comitati e solidali iniziano a raggrupparsi davanti al cantiere e per ben due volte una delle persone presenti è riuscita ad entrare nell’area del cantiere in un gesto di disobbedienza civile, prima di essere portato fuori dalla Digos. A quel punto le barriere attorno all’area vengono innalzate per impedire nuovi blitz. Poco prima era arrivata la ruspa per la demolizione. Al megafono viene fatto un intervento per ricordare che il cantiere è illegittimo e che i lavori sono completamente calati dall’alto, senza nessun ascolto dei bisogni reali del rione.
Torna il gruppo di lettura di Nonunadimeno
Quante volte sentiamo dire che cambiando le parole che usiamo cambieremo il mondo? Spesso ci abbiamo creduto, e forse ci crediamo ancora. Ma nonostante tutti gli sforzi il potere di trasformare la realtà e l’immaginario resta nelle mani di chi ha sempre avuto privilegi.
Ne parliamo insieme al prossimo gruppo di lettura,
📖 Linguaggio inclusivo ed esclusione di classe di Brigitte Vasallo, Tamu edizioni.
📌Domani lunedì 25 marzo alle ore 19.30 al Germinal, via del Bosco, 52A
Come funziona il gruppo di lettura?
📎 Ciascunə legge il libro per conto proprio! Anche se non lo hai finito sei benvenutə nel gruppo!!
📎 All’inizio di ogni incontro, si farà una presentazione del libro per iniziare il dibattito (e coinvolgere chi non l’ha letto).
📎 Alla fine dell’incontro sceglieremo il prossimo libro.
Nonunadimeno-Trieste
Torna il non mercatino del Gas Pacha
Assemblea aperta e Queeraoke di Smarza Pride
Assemblea aperta Venerdì 22 marzo dalle 19.00 al @germinal.ts , in via del Bosco 52A. A seguire Queeraoke – espelliamo lo stress della settimana sfogandoci sulle note di qualche canzone!
Conosciamoci e confrontiamoci!
Costruiamo assieme il percorso della prossima Pride. Quali vogliamo che siano le iniziative che si susseguiranno fino a giugno? Quali sono le nostre necessità personali e politiche? Come esprimere il nostro dissenso?
Acqua: chi comanda?
Assemblea aperta dopo lotto marzo di Nonunadimeno
Cantiere abusivo all’ex Pavan
Rilanciamo dalla pagina fb di Campo Libero, rete solidale del rione di San Giacomo di cui facciamo parte.FERMIAMO IL GENOCIDIO A GAZA: PER UNA PROSPETTIVA LIBERTARIA, FEDERALISTA E INTERNAZIONALISTA
Il massacro in atto a Gaza e in Cisgiordania trova le sue cause in una storia ben più lunga e ben più complessa del criminale attacco di Hamas del 7 ottobre scorso. Questa situazione si inserisce in pieno nel quadro delle guerre che stanno ridefinendo lo scacchiere internazionale, di cui il cosiddetto Medio Oriente è da sempre un nodo cruciale. Fin dalla sua costituzione lo stato d’Israele ha cercato di accaparrarsi le risorse della regione, in particolare l’acqua tramite la successiva occupazione delle alture del Golan e della valle del Giordano. Negli ultimi anni ha giocato una funzione strategica la scoperta di ricchi giacimenti di gas al largo delle coste di Gaza.
Dal 2020 sono stati firmati gli Accordi di Abramo tra Israele, Emirati e Bahrein. Questi accordi si sono successivamente allargati a Sudan e Marocco e stavano per essere firmati anche dall’Arabia Saudita, sancendo un’ulteriore tappa nella marginalizzazione della questione palestinesi che ha privilegiato gli interessi economici delle élite dell’area funzionali all’imperialismo occidentale.
La violenza in Palestina
Responsabile primo delle continue violenze che si susseguono senza sosta in Palestina è lo stato israeliano, che con la sua pluridecennale politica coloniale e razzista pratica un feroce apartheid contro le popolazioni palestinesi. Questo stato ha costruito una muraglia di ferro, cemento e filo spinato lunga centinaia di chilometri in Cisgiordania per difendere il frutto della rapina di terreni e fonti d’acqua e trasformato il territorio di Gaza in un enorme ghetto che bombarda ciclicamente, massacrando civili inermi nel silenzio del resto del mondo. Questa politica coloniale e razzista è sostenuta e legittimata da Stati Uniti ed Europa, che utilizzano Israele come perno delle loro mire egemoniche in quella regione. Questo sostegno in pratica incondizionato rende possibile allo stato d’Israele agire in modi che sarebbero altrimenti condannati e denunciati come criminali. È anche per favorire gli scopi dell’“Occidente” che ogni giorno la popolazione palestinese, a Gaza come in Cisgiordania, è sottoposta ad azioni arbitrarie, omicidi, violenze, espropri di terreni, vessazioni di ogni tipo da parte del governo israeliano e dei coloni, aizzati e armati dallo stesso governo che li utilizza per i lavori più sporchi di pulizia etnica.
Non bisogna dimenticare poi la natura sempre più confessionale dello Stato di Israele: da sempre, qualsiasi persona di origine ebraica, nata ovunque nel mondo, ha il diritto di trasferirsi in Israele e assumerne la cittadinanza. Negli ultimi anni la natura escludente dello stato israeliano è stata rafforzata dalla decisione della Knesset di dichiarare Israele “lo stato-nazione degli ebrei”. Negli ultimi decenni moltissime persone di discendenza ebraica dell’ex Unione Sovietica hanno approfittato di questa possibilità e fornito i contingenti di coloni necessari per alimentare la politica espansionista di Israele. Così come non è un caso che negli ultimi anni la destra religiosa sionista, il cui fanatismo religioso non è da meno di quello dei fondamentalisti islamici, abbia assunto sempre maggiore peso politico in Israele.
Hamas e fondamentalismo islamico, parte del problema non della soluzione



