Quando lo Stato crolla, la gente si organizza

Presentazione di “Pa sopravivence, no pa l’anarchie: forme di autogestione nel Friuli terremotato”, con l’autore Igor Londero.

Le celebrazioni per il cinquantesimo anniversario del terremoto friulano, volute da governo e giunta regionale, sono state quello che spesso diventano queste ricorrenze: feste patriottiche, retoriche della ricostruzione, celebrazioni dei “Sindaci del terremoto” e dell’efficienza istituzionale. Una narrazione che ha deliberatamente rimosso quello che davvero accadde nelle settimane e nei mesi dopo il 6 maggio 1976.

Perché quello che accadde fu altro. Quando lo Stato crollò letteralmente sotto le macerie — municipio, caserma, uffici, comunicazioni — le borgate friulane non aspettarono nessuno. Si organizzarono da sole: comitati di tendopoli dove l’assemblea conservava tutti i poteri decisionali, mense autogestite che erano prima di tutto spazi di democrazia diretta, volontari integrati nelle comunità non come benefattori ma come compagni di lotta. Quando le autorità provarono a smantellare tutto questo — spostare le tende, centralizzare le mense, cacciare i volontari — la risposta fu la piattaforma del 16 luglio portata in duemila a Trieste, la contestazione ad Andreotti.

Colin Ward sosteneva che l’anarchia non è utopia futura ma realtà presente: emerge ogni volta che le persone si organizzano autonomamente, senza gerarchie imposte. Il Friuli del 1976 è uno dei suoi esempi più nitidi. Ne parliamo.

 Igor Londero: Igor Londero, nato a Gemona 1 anno e un giorno prima del terremoto, ricercatore di storia per l’Università degli Studi di Trieste, autore del libro recentemente ristampato ‘Pa sopravivence, no pa l’anarchie: forme di autogestione nel Friuli terremotato : l’esperienza della tendopoli di Godo’ (Gemona del Friuli), Furum-IFSML, 2008.

MARTEDI 7 LUGLIO ORE 20:30 PIAZZA PERUGINO

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