Prendiamoci la strada! Corteo transfemminista a Udine il 23 novembre

Qui il comunicato della Cdc-FAI che abbiamo diffuso al corteo.

Ricordiamo che alla manifestazione non saranno ammessi simboli di partiti o sindacati: il nostro è un corteo auto-organizzato e vogliamo che venga rispettata la sua identità. Sottolineiamo inoltre che nel corteo non saranno accettati atteggiamenti oppressivi e prevaricatori. Le dinamiche di potere (che sono di matrice patriarcale) sono quelle che il gruppo vuole smantellare con questa piazza. Questo è un corteo costruito dal basso, aperto a persone che si rispecchiano in qualsiasi genere, orientamento sessuale e identità.

Il corteo partirà da Via Roma (fronte Stazione), luogo simbolo di strumentalizzazioni politiche liberticide (come l’istituzione delle ronde l’anno scorso o il coprifuoco ai negozi del quartiere) e sempre più spesso stigmatizzato dai media come luogo del “diverso”, quindi disdicevole e pericoloso. Il ritrovo è fissato per le ore 17:30

Coordinamenta Transfemminista di Udine

Per partenza collettiva da Trieste contattare Nonunadimeno-Trieste nudmtrieste@gmail.com

 

• Scendiamo in piazza contro le politiche oscurantiste che le istituzioni non si stancano mai di attuare. Rivendichiamo la libertà di autodeterminarci e di praticare l’autodifesa, rigettando il ruolo di vittime che la cultura sessista delle istituzioni ci vuole cucire addosso.

• Udine non è una città pericolosa o violenta. Le strade sicure le facciamo noi che le viviamo, non vigilanti armati, pubblici o privati. Rifiutiamo il patriarcato che ci vuole chiuse in casa (dove avviene la maggior parte degli abusi e femminicidi).

• Denunciamo le politiche securitarie che strumentalizzano la violenza di genere per criminalizzare l’”altro”, “lo straniero” per rafforzare il suprematismo e il razzismo, per occultare il denominatore comune di tutte le culture – il dominio maschile -, per imporre un controllo fascista e identitario sulle nostre vite. Per noi la città è sicura quando si cura con: benessere individuale e comune, socialità, condivisione, welfare, mobilità, comunità e qualità della vita.

• Contestiamo il “Decreto Sicurezza bis”, sia per quanto riguarda i suoi interventi in fatto di immigrazione, che per il tentativo da parte dello Stato di eliminare, tramite questo strumento, qualsiasi manifestazione del dissenso, inasprendo le pene per chiunque porti nelle strade forme di protesta non accettabili per il Potere.

• Riportiamo all’attenzione pubblica la situazione regionale dei Lager di Stato, ricordando sia il CPR che sta per essere aperto a Gradisca, sia la Cavarzerani, situata qui a Udine: strutture che, dietro termini tranquillizzanti come “accoglienza” o “rimpatrio”, nascondono in realtà situazioni di violenza e soprusi. La loro esistenza non fa altro che rafforzare lo stesso sistema di potere che noi combattiamo. Ogni volta che vengono stabiliti confini da non oltrepassare (che siano tra Stati o identità), si mina la libertà delle persone. Noi vogliamo invece che tutt* siano liber* di transitare tra generi e confini!

• Rigettiamo il ciseteropatriarcato che ci vuole costrett* in orientamenti, ruoli ed espressioni di genere fisse. Ognun* deve essere liber*! Liber* di amare chi vuole, vestire come preferisce, socializzarsi nella maniera che l* fa sentire più a proprio agio; tutt* hanno infatti il diritto vedere utilizzati il proprio nome e pronomi di elezione e, soprattutto, devono sempre sentirsi sicur* di poterlo fare! Esprimiamo a tale proposito solidarietà verso tutte le vittime di violenza transfobica morte quest’anno a causa di questo sistema oppressivo.

• Riteniamo essenziale prestare attenzione alle frange più deboli e quindi più facilmente oppresse o dimenticate nel limbo del silenzio generale: supportiamo pertanto le rivendicazioni delle persone transgender e sex workers, l’autodeterminazione di ognun* sul proprio corpo e lavoro nonché il diritto di ognun* a essere rispettat* in quanto persona.

• Combattiamo il Potere in tutte le forme di oppressione con cui si esprime e che si riflettono non solo sulle persone e le loro vite, ma anche sull’ambiente che ci circonda. Siamo consapevoli che il sistema capitalista che sta divorando il nostro pianeta e che tenta di soffocarci in tutti i modi è un prodotto del Patriarcato e lottiamo per la sua distruzione.

• Esprimiamo solidarietà a tutte le sorelle e compagne (curde, sudamericane, ecc…) che in questo momento stanno affrontando in prima persona gli stupri di guerra, uno strumento ampiamente utilizzato dal patriarcato, atto di tortura volto ad annientre qualsiasi opposizione.

 

Questa voce è stata pubblicata in Iniziative, Segnalazioni. Contrassegna il permalink.