Iran: disertiamo la guerra!

L’attacco di Stati Uniti ed Israele all’Iran ha innescato un’escalation bellica che sta incendiando l’area tra il Mediterraneo e il Golfo Persico.

Una deflagrazione a livello globale appare sempre più vicina.

Il rischio per chi si oppone al regime teocratico iraniano in una prospettiva internazionalista, di classe ed antipatriarcale è che il regime, indebolito dopo l’insurrezione di gennaio, si rinforzi di fronte agli attacchi.

A Stati Uniti ed Israele non importa nulla delle aspirazioni di libertà costate non meno di ventimila morti e diecimila prigionieri politici a chi ha scelto di sfidare la Repubblica islamica.

Trump non mira ad un cambio di regime che risponda alle istanze degli insorti e delle insorte perché gli è sufficiente strappare accordi favorevoli in campo energetico.

La posta in gioco per gli Stati Uniti è il controllo delle risorse e dello stretto di Hormuz, l’isolamento della Russia, la fine del commercio di idrocarburi con la Cina.

Israele prova a regolare i conti con Hezbollah, facendo leva sulle divisioni tra gli sciiti libanesi.

È un’operazione azzardata, specie se il governo israeliano non si accontenterá di controllare la striscia sino al fiume Litani, tentando un’operazione di terra più in profondità, che potrebbe essere molto impegnativa sul piano militare e foriera di nuove proteste ed iniziative disfattiste su quello interno. Netanyahu si muove sul filo del rasoio, con una mossa calcolata per arrivare con posizioni più forti alle elezioni. Il governo del Likud e dei suoi alleati dell’estrema destra religiosa punta sull’espansione in Cisgiordania e sulla guerra per evitare una bocciatura alle urne, che decreterebbe la fine politica del premier e dell’attuale alleanza di governo. Tuttavia la carta del compattamento di fronte ad un nemico storico rischia di risultare logora specie se il conflitto non sarà breve: dal Nord del paese, colpito da una pioggia di missili, fuggono nuovamente a migliaia.

Pubblicato in Iniziative | Lascia un commento

14 marzo p.borsa h.16 presidio contro la guerra

Pubblicato in Iniziative | Lascia un commento

Comunque nude

Affronta polemicamente già dal titolo la questione delle presenze femminili nei monumenti pubblici in Italia il volume Comunque nude. La rappresentazione femminile nei monumenti pubblici italiani, a cura di Ludovica Piazzi ed Ester Lunardon.
Questo libro scaturisce dall’indagine svolta dall’associazione Mi Riconosci tra il 2021 e il 2022, che ha censito le statue pubbliche italiane dedicate a figure femminili. I risultati della ricerca hanno confermato una presenza di donne nella statuaria molto bassa, che perpetua spesso stereotipi sessisti e con un rilievo al corpo femminile spesso ipersessualizzato tale da far pensare che una donna, per ottenere attenzione, debba essere nuda.
Il libro raccoglie i contributi di diverse ricercatrici, lavoratrici, studentesse, professioniste dei beni culturali con diversi ambiti di formazione. Tutte le autrici sono attiviste dell’associazione Mi Riconosci che si adopera sui temi inerenti la gestione del patrimonio culturale e le condizioni di lavoro nel settore.
L’elenco dei monumenti censiti comprende oltre centosettanta voci: i dati sono stati raccolti attraverso un questionario distribuito al pubblico che segue l’attività dell’associazione, e integrati da ricerche personali delle promotrici dello studio.

Pubblicato in Iniziative | Lascia un commento

Ricordando Pedro

Ieri come tutti gli anni abbiamo deposto un fiore sul portone dove il 9 marzo 1985 è stato ammazzato Pietro Greco detto “Pedro” militante dell’Autonomia Operaia. Pedro venne ammazzato sotto casa in via Giulia 39 da un agente dei servizi segreti e tre agenti della DIGOS di Trieste, che gli spararono più di dodici colpi d’arma da fuoco, prima nell’atrio del palazzo e poi in strada, alle spalle, quando stava già agonizzando sul marciapiede.

Pedro era un militante comunista, originario della Calabria ma trasferitosi a Padova per studiare. Fu molto attivo nelle lotte di quella città per le occupazioni abitative, l’autoriduzione delle bollette, le occupazioni di spazi sociali, come anche nelle mobilitazioni dei lavoratori della scuola e nella militanza antifascista. Fu implicato nel processo del 7 aprile 1979 e si spostò, latitante, a Trieste. La sua fu una vera e propria esecuzione, compiuta nell’atrio del palazzo dove abitava, in modo da non lasciare testimoni scomodi. Ma Pedro ebbe la forza di uscire dal portone e di morire sotto gli occhi dei passanti e dei negozianti del quartiere. Grazie a questo gesto, il fatto non fu nascosto o falsificato e la notizia ebbe una certa eco, anche al di fuori del movimento.

Non lo dimentichiamo.

Pubblicato in Iniziative | Commenti disabilitati su Ricordando Pedro

8 marzo corteo transfemminista e chiamata alle arti

Come ogni anno le compagne di Nonunadimeno di Trieste scenderanno in piazza e come sempre ci saremo anche noi. Di seguito gli appuntamenti.

Pubblicato in Iniziative | Commenti disabilitati su 8 marzo corteo transfemminista e chiamata alle arti

Con i disertori russi ed ucraini per un mondo senza eserciti e frontiere

In occasione del quarto anno dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina abbiamo voluto aderire all’appello lanciato dall’Assemblea Antimilitarista per dare visibilità e appoggio ai disertori russi ed ucraini.

Per questo oggi abbiamo voluto simbolicamente lanciare un messaggio di diserzione da tutte le guerre sotto il monumento militarista al colle di San Giusto che ricorda, in chiave nazionalista e machista, i soldati caduti nella prima guerra mondiale. Gli striscioni recitavano “Solidarity to Russian and Ucranian deserters” e “Disertiamo le guerre: per un mondo senza padroni né confini”.

Sono passati quattro anni dall’accelerazione violenta della guerra impressa dall’invasione russa dell’Ucraina. Il conflitto è sempre più aspro: i morti sono centinaia di migliaia su entrambi i lati del fronte.

Il governo italiano si è schierato in questa guerra inviando armi, arrivando a schierare 3.500 militari nelle missioni in ambito NATO nell’est europeo.

Presto aprirà una base militare Italiana in Bulgaria.

La guerra in Ucraina ha nel proprio DNA uno scontro interimperialistico di enorme portata, che rischia di innescare un conflitto ben più ampio, tra potenze dotate anche di armi atomiche.

Fermarla, incepparla, sabotarla è una necessità imprescindibile.

In Ucraina ci sono duecentomila disertori, in Russia decine di migliaia di persone hanno attraversato i confini per sottrarsi alla chiamata alle armi.

In Russia e in Ucraina gli antimilitaristi si battono perché le frontiere siano aperte per chi si oppone alla guerra.

Noi facciamo nostra la lotta per spezzare i confini e per l’accoglienza di obiettor*, renitent, disertor*

Noi non ci arruoliamo né con la NATO, né con la Russia. Rigettiamo i vergognosi giochini di Trump, Putin e dell’UE sulla pelle di popolazioni stremate dalla guerra, messe a tacere da regimi, che reprimono duramente chi vi si oppone concretamente.

Il prezzo di questa guerra lo paga la povera gente. Ovunque.

Lo pagano oppositori, sabotatori, obiettori e disertori che subiscono pestaggi, processi e carcere.

Lo paghiamo noi tutti stretti nella spirale dell’inflazione, tra salari e pensioni da fame e fitti e bollette in costante aumento.

Provate ad immaginare quante scuole, ospedali, trasporti pubblici di prossimità si potrebbero finanziare se la ricerca e la produzione venissero usate per la vita di noi tutti, per la cura invece che per la guerra.

Il decreto riarmo del governo Meloni prevede un miliardo di euro per rendere sempre più mortale l’arsenale a disposizione delle forze armate italiane.

L’Italia è impegnata in ben 43 missioni militari all’estero, in buona parte in Africa, dove le truppe tricolori fanno la guerra ai migranti e difendono gli interessi di colossi come l’ENI.

Vari progetti di legge puntano al graduale ritorno della leva obbligatoria sospesa nel 2005. Serve carne da cannone per le guerre che vedono l’Italia in prima fila.

Le scuole e le università sono divenute terreno di conquista per l’arruolamento dei corpi e delle coscienze.

L’industria bellica italiana, in prima fila il colosso Leonardo, fa profitti miliardari.

L’Italia vende armi a tutti i paesi in guerra. Un business di morte.

Occorre capovolgere la logica perversa che vede nell’industria bellica il motore che renderà più prospera L’Italia. Un’economia di guerra produce solo altra guerra.

La guerra è anche interna. Il governo risponde alla povertà trattando le questioni sociali in termini di ordine pubblico: i militari dell’operazione “strade sicure” li trovate nelle periferie povere, nei CPR, nelle stazioni, sui confini.

Ogni forma di opposizione sociale e politica viene criminalizzata con un insieme di norme vecchie e nuove che garantiscono una sempre maggiore impunità alla polizia e trasformano in reati normali pratiche di lotta.

Solo un’umanità internazionale potrà gettare le fondamenta di quel mondo di libere ed uguali che può porre fine alle guerre.

Oggi ci vorrebbero tutti arruolati. Noi disertiamo.

Noi non ci arruoliamo a fianco di questo o quello stato imperialista. Rifiutiamo la retorica patriottica come elemento di legittimazione degli Stati e delle loro pretese espansionistiche. In ogni dove. Non ci sono nazionalismi buoni.

Noi siamo al fianco di chi, in ogni angolo della terra, diserta la guerra.

Vogliamo un mondo senza frontiere, eserciti, oppressione, sfruttamento e guerra.

Gruppo Anarchico Germinal, 22 febbraio 2026

Pubblicato in Iniziative | Commenti disabilitati su Con i disertori russi ed ucraini per un mondo senza eserciti e frontiere

Defend Rojava

Pubblicato in Iniziative | Commenti disabilitati su Defend Rojava

Arriva il Carnevale Social-bestiale!

IL 14 febbraio, scendiamo nelle strade a ritmo di Murga Inevitabile! Insieme a tuttə, senza biglietti, per riprenderci lo spazio e la festa.
Un carnevale popolare, aperto e irriverente contro la città-vetrina, ma che attraverserà i quartieri che viviamo ogni giorno.
Insieme a tuttə sfoggiamo colori, musica, danze e tanta allegria per espiare nella carnevalata il malaffare e spazzarlo via!
Perché la carnevale non si compra!

PORTATE I VOSTRI ORPELLI, MASCHERE E OGGETTI ESPIATORI
PORTATE LE VOSTRE UGOLE, I VOSTRI UMORI, LA VOSTRA RABBIA ALLEGRA
TRE SALTI, CENTO TAMBURI, CANZONI STONATE
CONTRO BIGLIETTI, RECINZIONI, INTERESSI E SPECULAZIONI
IL CARNEVALE È POPOLARE
LA CITTÀ È DI CHI LA VIVE

Inizieremo in CAMPO SAN GIACOMO dalle 10.30, per poi partire con una pazzeggiata rumorosa e colorata fino in PIAZZA PERUGINO dove sosterremo e rallegreremo con la giusta irriverente presa di coscienza della realtà. Sostenere come ci piace vivere i nostri quartieri e deridere ciò che ci vuole in silenzio.

A carnevale l’odine si capovolge e la maschera la smascheriamo!

È la carnevale…
Dissacrante
Sopravvivente
CriticalMente
Social-bestiale

SPECIAL GUEST: IL GRUPPO ANARCHICO GERMINAL E LE SCOVAZE DEL MILITARISMO

Pubblicato in Iniziative | Commenti disabilitati su Arriva il Carnevale Social-bestiale!

Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare

Il documento che leggerete è il frutto di un confronto al nostro interno iniziato oltre due anni fa, quando muoveva i primi passi il movimento contro il genocidio in atto a Gaza e, anche se con modalità diverse, in Cisgiordania. In questi due anni di mobilitazioni abbiamo scelto di essere comunque presenti nelle piazze, anche di fronte a parole d’ordine e posizionamenti politici che ci trovavano e ci trovano in profondo disaccordo. Di fronte al massacro che si stava compiendo (e che continua tutt’ora, nonostante la tanto proclamata “tregua”) non si poteva rimanere a casa. Abbiamo cercato in alcune occasioni di portare il nostro punto di vista, ma ci siamo spesso trovat* di fronte ad un muro di ostilità, come non ci capitava da tanti anni.

Abbiamo quindi sentito il bisogno di articolare meglio le nostre riflessioni.

Questa esigenza è diventata ancora più urgente l’autunno scorso, quando abbiamo, con estrema difficoltà, partecipato alle grandi manifestazioni e blocchi a sostegno della Sumud Flottilla. A qualcun* sembrerà strano che questo testo esca adesso, nel pieno riflusso di quel movimento, ma abbiamo avuto bisogno di darci i nostri tempi, per fare in modo che fosse un processo veramente collettivo. Crediamo che sia importante condividere i nostri pensieri con le persone che parteciparono a quelle giornate di lotta, mosse principalmente da un sentimento di umana solidarietà di fronte all’orrore. È con lo sguardo rivolto alle posizioni del movimento di solidarietà in Italia che scriviamo questo documento.

Infine, ci pare importante chiarire che, di fronte alla repressione che sta colpendo in queste settimane in maniera molto dura tanti pezzi del movimento pro-Palestina, non vogliamo che questo testo venga erroneamente interpretato come una presa di distanza da chi sta venendo inquisit*. Continuiamo a credere che la solidarietà, anche nelle differenze, sia un terreno fondamentale da praticare.

Gruppo Anarchico Germinal-Trieste

Novembre 2025-Gennaio 2026

Pubblicato in Iniziative | Commenti disabilitati su Calpestiamo tutte le bandiere dal fiume fino al mare

Prossime iniziative del Gas Pacha in via del Bosco

Pubblicato in Iniziative | Commenti disabilitati su Prossime iniziative del Gas Pacha in via del Bosco