
Donna vita libertà
E’ uscito il numero 137 di Germinal!
E’ uscito da qualche settimana il nuovo numero di Germinal!
Potete passare a prenderlo ogni giovedì dalle 18 alle 20 in via del bosco 52@ se siete a Trieste o se no richiederlo scrivendo a germinalredazione@gmail.com

Primo maggio anarchico…come sempre!
Quest’anno parteciperemo al corteo all’interno dello spezzone dell’Assemblea permanente contro le Guerre e il Riarmo – Trieste . Ci si vede come sempre alle 9 in campo san giacomo. Ovviamente ci sarà in diffusione il nuovo numero di Germinal!

Proiezione di “Processo per stupro”
Liberiamo il 25 Aprile

L’anniversario della liberazione dal nazifascismo è una data da sempre ingombra di patriottismi, nazionalismi, mitologie vetuste e musealizzazioni della memoria, strumentalizzazioni. È un’occasione per i fascisti di governo per ripulirsi la faccia, e per i politici di tutti gli schieramenti per giocare al macabro gioco della pacificazione e della conciliazione nazionale.
Eppure è una data che affrontiamo. Perché è anche un momento in cui viene voglia di affermare ancora più il nostro antifascismo, di contestare le ipocrisie, e portare traccia di quello che pensiamo, diciamo e cerchiamo di fare ogni giorno. Perché l’antifascismo va praticato ogni giorno.
Invitiamo tuttə lə antifascistə a portare la propria lettura, voce, testimonianza Sabato 25 Aprile in piazza della borsa dalle 10.00.
Gruppo Anarchico Germinal
La Carnevale della Murga inevitabile!
Per una storia dell’ecofascismo

Esiste nella destra un preciso discorso sulla natura che dice molto della sua concezione della società e che parla la lingua dell’autoritarismo, dell’organicismo e della comunità escludente. Dalle cosiddette correnti verdi del fascismo fino all’attuale ecobordering, ripercorrere la storia dell’ecofascismo è il primo passo per capirlo e saperlo affrontare.
Ne parliamo con David Bernardini studioso delle culture politiche radicali
a seguire aperitivo chiacchiere e musica
Gruppo di lettura di Nonunadimeno
No ai treni di guerra
Ieri abbiamo effettuato un volantinaggio fuori dalla stazione dei treni nell’ambito della settimana di mobilitazione contro la logistica di guerra nelle ferrovie indetta dall’Assemblea Antimilitarista. Di seguito il volantino diffuso e l’appello della mobilitazione.

Iran: disertiamo la guerra!

L’attacco di Stati Uniti ed Israele all’Iran ha innescato un’escalation bellica che sta incendiando l’area tra il Mediterraneo e il Golfo Persico.
Una deflagrazione a livello globale appare sempre più vicina.
Il rischio per chi si oppone al regime teocratico iraniano in una prospettiva internazionalista, di classe ed antipatriarcale è che il regime, indebolito dopo l’insurrezione di gennaio, si rinforzi di fronte agli attacchi.
A Stati Uniti ed Israele non importa nulla delle aspirazioni di libertà costate non meno di ventimila morti e diecimila prigionieri politici a chi ha scelto di sfidare la Repubblica islamica.
Trump non mira ad un cambio di regime che risponda alle istanze degli insorti e delle insorte perché gli è sufficiente strappare accordi favorevoli in campo energetico.
La posta in gioco per gli Stati Uniti è il controllo delle risorse e dello stretto di Hormuz, l’isolamento della Russia, la fine del commercio di idrocarburi con la Cina.
Israele prova a regolare i conti con Hezbollah, facendo leva sulle divisioni tra gli sciiti libanesi.
È un’operazione azzardata, specie se il governo israeliano non si accontenterá di controllare la striscia sino al fiume Litani, tentando un’operazione di terra più in profondità, che potrebbe essere molto impegnativa sul piano militare e foriera di nuove proteste ed iniziative disfattiste su quello interno. Netanyahu si muove sul filo del rasoio, con una mossa calcolata per arrivare con posizioni più forti alle elezioni. Il governo del Likud e dei suoi alleati dell’estrema destra religiosa punta sull’espansione in Cisgiordania e sulla guerra per evitare una bocciatura alle urne, che decreterebbe la fine politica del premier e dell’attuale alleanza di governo. Tuttavia la carta del compattamento di fronte ad un nemico storico rischia di risultare logora specie se il conflitto non sarà breve: dal Nord del paese, colpito da una pioggia di missili, fuggono nuovamente a migliaia.


