Ricordando Pedro

Ieri come tutti gli anni abbiamo deposto un fiore sul portone dove il 9 marzo 1985 è stato ammazzato Pietro Greco detto “Pedro” militante dell’Autonomia Operaia. Pedro venne ammazzato sotto casa in via Giulia 39 da un agente dei servizi segreti e tre agenti della DIGOS di Trieste, che gli spararono più di dodici colpi d’arma da fuoco, prima nell’atrio del palazzo e poi in strada, alle spalle, quando stava già agonizzando sul marciapiede.

Pedro era un militante comunista, originario della Calabria ma trasferitosi a Padova per studiare. Fu molto attivo nelle lotte di quella città per le occupazioni abitative, l’autoriduzione delle bollette, le occupazioni di spazi sociali, come anche nelle mobilitazioni dei lavoratori della scuola e nella militanza antifascista. Fu implicato nel processo del 7 aprile 1979 e si spostò, latitante, a Trieste. La sua fu una vera e propria esecuzione, compiuta nell’atrio del palazzo dove abitava, in modo da non lasciare testimoni scomodi. Ma Pedro ebbe la forza di uscire dal portone e di morire sotto gli occhi dei passanti e dei negozianti del quartiere. Grazie a questo gesto, il fatto non fu nascosto o falsificato e la notizia ebbe una certa eco, anche al di fuori del movimento.

Non lo dimentichiamo.

Questa voce è stata pubblicata in Iniziative. Contrassegna il permalink.