VENERDI’ 24 GENNAIO IN VIA DEL BOSCO 52/A
ORE 19,30 buffet vegan
ORE 20,30 PRESENTAZIONE DEL LIBRO
“LA SOCIETA’ DE/GENERATA: teoria e pratica dell’anarcoqueer”
di Alex B. – edizioni Nautilus
discuteremo con l’autore di anarchia, potere, ruoli di genere, teoria queer
Perché dividiamo l’umanità in uomini e donne, anziché considerarci individui unici? Perché incaselliamo le nostre attrazioni erotiche ed emotive in “eterosessualità” ed “omosessualità”?
Da secoli i discorsi della religione, della scienza e delle classi dominanti influenzano, anzi, letteralmente creano le nostre idee sui generi, sulla sessualità e sui ruoli predefiniti che siamo tenuti ad assumere nell’ordine sociale.
Per una rivolta esistenziale contro l’eteronormatività e i ruoli di genere imposti, e in funzione di una lotta diretta alle istituzioni e alle relazioni di potere responsabili della nostra oppressione, è ora di cominciare a interrogarsi.
“…l’anarchismo queer manda in crisi le opposizioni binarie come etero/omo, bianco/nero, teoria/attivismo, e le sostituisce con espressioni singolari, autonome, anti-autoritarie, in continuo divenire antagonista.”
Samuele Grassi
“Queer non definisce mai un’identità; può solo disturbarla”
Lee Edelman
GRUPPO ANARCHICO GERMINAL
gruppoanarchicogerminal@hotmail.com
Domenica 12 gennaio ore 17.30
“CIE e complicità delle organizzazioni umanitarie”
di Davide Cadeddu – edizioni Sensibili alle foglie
in via del bosco 52/a
“Chi scrive crede che Auschwitz si stia ripetendo nella quotidianità di una società totalmente amministrata che, nominalmente antifascista e democratica, ha in realtà ereditato il progetto di espropriazione totale dell’individuo. Diventa allora urgente che le culture che si proclamano di emancipazione e democrazia inizino a studiare i dispositivi formativo-pedagogici che, allora come oggi, sono in atto nei campi.”
dall’introduzione di Davide Cadeddu
L’autore, oltre ad analizzare l’ontologia e la storia dei campi di internamento del passato e del presente, traccia la cronologia delle normative che hanno disciplinato la presenza “dello straniero” in Italia a partire dalla prima legge del 1990 (legge Martelli), decostruisce le funzioni dei CIE (Centri di identificazione ed espulsione) e i meccanismi di funzionamento interno – come anche quelli della macchina delle espulsioni -ed infine mette il dito nella piaga del lavoro sociale e umanitario, che cooperative e organizzazioni cosiddette umanitarie svolgono all’interno dei lager della democrazia.
Relativamente al terzo settore il libro articola una lucida e coraggiosa indagine sui processi storici, economici e culturali attraverso i quali, dagli anni ’70 ad oggi, il lavoro educativo e sociale è diventato strumento di controllo e asservimento dei/delle migranti (come anche di altri soggetti), abdicando alla sua funzione liberatrice.
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http://info-action.net/
La situazione e le lotte dei lavoratori in Cina
Incontro con il collettivo “Gongchao.org”
L’azienda Foxconn impiega 1,4 milioni di persone nella sola Cina . Come più grande produttore del mondo di componentistica lavora per Apple e molte altre marche di elettronica .
I lavoratori della Foxconn sono schiavi che devono affrontare condizioni di lavoro orrende, mentre producono strumenti di comunicazione come iPhone e iPad .
Nel 2010 una serie di suicidi di lavoratori scosse le fabbriche della Foxconn cinese e ha attirato l’attenzione di tutto il mondo.
La direzione aveva promesso di migliorare le condizioni di lavoro e pagare salari più alti, ma la situazione non è cambiata molto da allora : Foxconn ha accelerato la delocalizzazione delle fabbriche nell’ entroterra cinese, impiega studenti stagisti come manodopera ” a basso costo”, nasconde gli infortuni sul lavoro, e si basa ancora sul suo regime di gestione militarista .
Tuttavia, i lavoratori della Foxconn sono ben lungi dall’essere vittime silenziose: hanno usato tutti i giorni forme di resistenza contro il ritmo della linea di montaggio e sono stati in grado di mettere in scena scioperi in varie fabbriche.
L’incontro si basa sulla ricerca collettiva condotta dal collettivo “Gongchao.org” e sull’attività intorno alle lotte dei lavoratori migranti cinesi.
Verranno mostrate foto e filmati per presentare la situazione a Foxconn .
La discussione si concentrerà sui modi per sostenere questi lavoratori e per mettere in relazione la loro lotte con le nostre. Articoli e informazioni sulle lotte alla Foxconn :
http://www.gongchao.org/en/islaves-struggles
Informazioni sulla gongchao.org :
gongchao.org è stata costituita nel settembre 2008 da un progetto di ricerca e
documentazione delle agitazioni operaie e movimenti sociali in Cina dal punto di vista di classe lotta, migrazione e genere.
Lunedì 21 ottobre alle 20.30 al Gruppo Anarchico Germinal in via del bosco 52/a
SABATO 14 SETTEMBRE ALLE 20.30
Concerto in piazza s.giacomo
Alessio Lega voce e chitarra
cantautore e intellettuale disorganico, scrittore e anarchico, targa tenco nel 2004
canta e suona le sue canzoni ribelli in un concerto a sostegno dell’attività del gruppo anarchico germinal
insieme a Leonardo Spinedi violino e chitarra
Aprirà la serata Giancarlo Lombardi, clownautore
IMPERDIBILE!!! cose mai sentite!!!
se il tempo è brutto il concerto si terrà
nella sede del gruppo anarchico germinal
in via del bosco 52/a – trieste
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Incontro sulle lotte in Brasile con un compagno ricercatore di geografia urbana
“Quest’anno sono stato in Brasile per la ricerca del mio dottorato su movimenti urbani di base. Ho soggiornato vari mesi a Rio de Janeiro e ho partecipato a movimenti sociali impressionanti, non solo per la quantità dei manifestanti ma anche la per la loro intensità e radicalità”. A partire da maggio il Brasile è scosso da ampie ed inaspettate manifestazioni popolari. La scintilla che ha dato il via a tutte le mobilitazioni è stato l’aumento del prezzo del biglietto dell’autobus di venti centesimi generalizzato a tutto il paese. Questa protesta si è saldata con diverse problematiche striscianti della società brasiliana: corruzione, sistema politico clientelare, profonde diseguaglianze sociali, più di dieci anni di promesse non mantenute dal governo del Partito dei Lavoratori (prima con il presidente Lula e ora con la presidentessa Dilma). Le mobilitazioni hanno raggiunto proporzioni incredibili, talvolta più grandi delle lotte contro la dittatura militare, con richieste di partecipazione diretta ed orizzontale alla vita sociale e politica del paese, al di fuori delle logiche autoritarie istituzionali. La polizia militare (ebbene sì, la polizia è quella militare, la stessa della dittatura) ha risposto con violenza, dispiegando un impressionante armamentario repressivo: gas lacrimogeni, bombe soniche, cariche, proiettili di plastica e una massa di arresti ingiustificati.