La Resistenza continua…
Iniziative il 23 e 24 aprile
Due iniziative da non mancare.
Venerdì 23 aprile
Non Una di Meno – Trieste
sarà in piazza Unità dalle 17.00 in poi in solidarietà alle donne in Turchia e a tutte le donne vittime di violenza. Il governo turco recentemente è uscito dalla Convenzione di Istanbul. Hai sentito tanto parlare di questa Convenzione ma non sai bene cosa sia? Allora vieni in piazza e lo scoprirai!
https://www.facebook.com/events/247746980417441/
Sabato 24 aprile presidio a Gradisca d’Isonzo h. 15 p.unità organizzato da
No Cpr e no frontiere – FVG
contro il CPR di Gradisca e contro tutti i CPR. Solidarietà a tutte le persone rinchiuse nei lager di Stato!
https://nofrontierefvg.noblogs.org/post/2021/04/18/contro-tutti-i-cpr-presidio-a-gradisca/
SOLIDARIETA’ AL MOVIMENTO NOTAV DA TRIESTE
Oggi in piazza Libertà, durante l’iniziativa in solidarietà ai migranti e contro i confini indetta da varie realtà antirazziste di diverse città, un gruppo di compagni e compagne ha proposto alla piazza un piccolo gesto di solidarietà al movimento NOTAV in Valsusa che da giorni è di nuovo sotto attacco dal parte del governo. Ci pareva importante far arrivare anche dalla nostra città un messaggio di vicinanza e condivisione, in particolare nella giornata di oggi in cui una nuova marcia popolare attraverserà la valle. E così ci è spostati di fronte alla stazione dei treni esponendo uno striscione e una bandiera al grido di “Da Trieste alla ValSusa del territorio non si abusa!”.Assemblea pubblica online di Nonunadimeno
Dopo essere scese in piazza per questo #LOTTOMARZO, che ci ha fatto ricordare quanto sia importante ritrovarsi e far sentire le nostre voci, vogliamo proporre un’assemblea pubblica online per continuare a portare avanti la lotta transfemminista.Sciopero dei Riders e della scuola
Il 26 Marzo è uno sciopero non solo sindacale ma anche politico e sociale per un diverso modello di scuola. I #COBAS hanno condiviso questo percorso a livello nazionale con il movimento di #Prioritàallascuola e con il #Coordinamentonazionaledeiprecariscuola per promuovere nel maggior numero di città mobilitazioni che coinvolgano tutto il popolo della scuola pubblica: docenti, Ata, studenti, genitori e, in generale, cittadini democratici.
A Trieste saremo in piazza con Pas, UDS e Link, l’appuntamento è per tutt* in Piazza Unità alle ore 11.00
IN ZONA ROSSA IL MUTUALISMO NON SI FERMA
La sede sarà chiusa ma resteremo operativi ogni giorno per la raccolta, distribuzione ed eventualmente consegna di vestiario, medicinali da banco e prodotti alimentari. [
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3519896523 ogni giorno dalle 8:00 alle 20:00 /
cdctrieste@gmail.com]
Raccolta e distribuzione di vestiti, prodotti alimentari, igienici e medicinali su appuntamento in orari concordati [
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arcizeno@gmail.com]
–> Sportello sanitario informativo di
Non dimentichiamo l’omicidio di Pedro
Come ogni anno compagni e compagne di varie aree del movimento hanno portato fiori e messaggi sul portone del palazzo di via Giulia 39 dove il 9 marzo del 1985 Pietro Greco detto “Pedro” militante dell’Autonomia padovana venne ucciso a colpi di pistola da agenti della Digos e dei servizi segreti.
Non dimentichiamo i compagni e le compagne uccisi dallo Stato.
Ancora una volta LOTTO MARZO
Un enorme grazie alle compagne di Non Una di Meno – Trieste per la splendida giornata di ieri. Siamo content* di esserci stat* come sempre e di aver contribuito nel nostro piccolo…LOTTO MARZO TUTTO L’ANNO! E grazie a tutt* coloro che sono passat* al nostro banchetto a prendere i materiali fra cui il numero speciale per l’otto marzo di Umanità Nova.
Le denunce non fermeranno l’antimilitarismo. 3 novembre 2018 a Gorizia c’eravamo tutte e tutti!
Nelle ultime settimane sono stati recapitati quattro decreti penali di condanna ad altrettanti compagni della regione, in riferimento al corteo antimilitarista del 3 novembre 2018 a Gorizia da noi organizzato, con la richiesta di pagamento per un totale di quasi 11.000 euro. I capi di imputazione contestati sono: manifestazione non autorizzata, imbrattamento e accensioni pericolose di materiale pirotecnico.
Quel giorno una manifestazione di quasi 400 persone percorse le strade del capoluogo isontino per contestare le mortifere celebrazioni militariste e nazionaliste legate al centenario della “vittoria” nella prima guerra mondiale costata milioni di morti, feriti e mutilati.
Un’iniziativa scomoda perché legava il ricordo del primo massacro mondiale con la lotta contro il militarismo e le guerre di oggi. Durante tutto il corteo sono state infatti denunciate le responsabilità del militarismo nostrano nelle guerre che insanguinano tante parti del mondo; responsabilità dirette tramite la produzione e la vendita di armi (di cui un esempio concreto è la fabbrica Leonardo/Selex a Ronchi) e gli interventi militari e neocoloniali dell’esercito a supporto degli interessi delle grandi compagnie a partire dall’Eni.
Né Draghi né padroni
Dopo le esperienze del tutto negative dei governi precedenti era difficile pensare a un governo ancora più nemico delle classi popolari e più piegato alle logiche del capitale. Il governo Draghi, invece, promette di essere tutto questo e anche di peggio.
Quella dell’illustre “tecnico” chiamato a salvare la patria è un’anomalia politica tutta italiana che non ha riscontri nel resto d’Europa. Da Ciampi a Dini a Monti a Draghi, questi tecnici vengono presentati come super partes, ma non lo sono per niente. Sono sempre dalla parte dei padroni, della grande industria, della finanza.
I governi tecnici hanno sempre seguito i dettami del neoliberismo per privatizzare, tagliare salari, pensioni, servizi pubblici e sanità, istruzione e cultura, salvo poi oggi riscoprire di nuovo il ruolo dello Stato in economia, consistente più che altro nel destinare miliardi alle imprese. Bonomi, presidente di Confindustria, ha detto più volte molto chiaramente quello che si aspetta dal governo: dateci i soldi poi lasciateci fare.
Il banchiere Draghi e i ministri “tecnici” da lui designati – e che solo a lui rispondono – sono tutti legati al mondo della finanza e dell’industria.

